Nuovi contributi a fondo perduto per le PMI: ecco come funziona e come aderire al Bando Invitalia dal 18 maggio Oltre 677 milioni di euro alle piccole e medie imprese italiane che faranno domanda per supportare investimenti sostenibili come la transizione energetica e l’innovazione 4.0 - Coesio & Partners

Nuovi contributi a fondo perduto per le PMI: ecco come funziona e come aderire al Bando Invitalia dal 18 maggio

Oltre 677 milioni di euro alle piccole e medie imprese italiane che faranno domanda per supportare investimenti sostenibili come la transizione energetica e l’innovazione 4.0

 

Di fronte alle richieste di innovazione e di aumento della produttività, insieme con il processo di Transizione Ecologica che appare quanto mai necessario oggi, alla luce del caro materia e della crisi bellica, con il decreto del Mise del 12 aprile sono stati indicati termini e modalità di presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni, in favore di programmi di investimento proposti da micro, piccole e medie imprese: ecco una nuova misura per le PMI che intendono improntare la propria attività ai crismi dell’impresa innovativa e sostenibile, attivabile dal 18 maggio 2022, per la quale finalità sono stati stanziati € 677.875.520.

La dotazione finanziaria complessiva dello strumento è pari a euro 677.875.519,57, di cui:250.207.123,57 euro per le Regioni del Centro – Nord;427.668.396,00 euro per le Regioni del Mezzogiorno e una quota pari al 25% della dotazione finanziaria complessiva è destinata ai programmi proposti dalle micro e piccole imprese.

QUANDO PRESENTARE LA DOMANDA:

La misura, istituita con il decreto ministeriale 10 febbraio 2022, è definita nell’ambito della comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 relativa al “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19” e successive modificazioni e integrazioni, e, in particolare, alla sezione dedicata al sostegno degli investimenti a favore di una ripresa sostenibile. Per la gestione degli interventi previsti dal decreto, il Ministero si avvarrà dell’Agenzia per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia – alla quale sono affidati gli adempimenti tecnici e amministrativi riguardanti l’istruttoria delle domande, la concessione, l’erogazione delle agevolazioni, l’esecuzione dei controlli e delle ispezioni, nell’apposita sezione “Investimenti sostenibili 4.0” del sito web di Invitalia, dalle ore 10.00 alle ore 17.00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, a partire dal giorno 18 maggio 2022, secondo un particolare iter che consente di attivare il primo step redazionale già dal 4 maggio 2022.

INVESTIMENTI AMMISSIBILI E NON AMMISSIBILI:

Sono ammissibili alle agevolazioni le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, relative all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali e immateriali che riguardino:
– macchinari, impianti e attrezzature,
– opere murarie, nei limiti del 40% del totale dei costi ammissibili,
– programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali indicati nella lettera a,
– acquisizione di certificazioni ambientali.

Più nel dettaglio, l’allegato 2 del decreto individua l’elenco delle soluzioni tecnologiche in grado di rendere il processo produttivo più sostenibile e circolare. Queste fanno riferimento all’attuazione di:
– soluzioni per un uso efficiente delle risorse,
– trattamento e trasformazione dei rifiuti (compreso il riuso dei materiali), in un’ottica di economia circolare o a “rifiuti zero” e di compatibilità ambientale,
– tecnologie finalizzate al rafforzamento di percorsi di simbiosi industriale attraverso, ad esempio, la ridefinizione di un approccio sistemico alla riduzione, riuso e riciclo alimentari,
– sviluppo di sistemi di riciclo integrato delle acque e al riciclo delle materie prime;
– sistemi, strumenti e  metodologie per la fornitura, l’uso razionale e la sanificazione dell’acqua;
– soluzioni in grado di aumentare il tempo di vita dei prodotti e di efficientare il ciclo produttivo
– utilizzo di nuovi modelli di packaging intelligente (smart packaging) con l’utilizzo di materiali recuperati;
– implementazione di sistemi di selezione del materiale multileggero al fine di aumentare le quote di recupero e di riciclo di materiali piccoli e leggeri

Per i progetti di investimento volti al miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa, sono, inoltre, ammissibili le spese aventi ad oggetto servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica (come indicato nel decreto legislativo 4 luglio 2014 n. 102), nei limiti del 3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili e a condizione che l’effettuazione della diagnosi non costituisca un adempimento obbligatorio per l’impresa ai sensi della normativa di riferimento.

Per quanto riguarda le misure atte a migliorare la sostenibilità energetica dell’impresa, nell’allegato 3 vengono individuate come ammissibili gli investimenti legati a:
introduzione di sistemi di monitoraggio dei consumi energetici;
– nuova installazione o sostituzione di impianti ad alta efficienza ovvero di sistemi e componenti in grado di contenere i consumi energetici correlati al ciclo produttivo e/o di erogazione dei servizi;
– utilizzo di energia termica o elettrica recuperata dai cicli produttivi;
– installazione di impianti di produzione di energia termica o elettrica da fonte rinnovabile per l’autoconsumo;
– soluzioni atte a consentire un miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici in cui è esercitata l’attività economica

Ai sensi dell’articolo 7 del decreto MISE del 10 febbraio 2022, sono ammissibili all’agevolazione i programmi che prevedono la realizzazione di investimenti innovativi, sostenibili e con contenuto tecnologico elevato e coerente al piano nazionale Transizione 4.0, attraverso l’utilizzo di talune tecnologie (i.e. advanced manufacturing solutions, additive manufacturing, internet of things, cybersecurity, big data e analytics, blockchain, etc.) in grado di aumentare il livello di efficienza e di flessibilità nello svolgimento dell’attività dell’impresa proponente.

Inoltre, i programmi caratterizzati da un contenuto di sostenibilità, saranno previsti specifici criteri di valutazione – prevedendo, quindi, la possibilità di conseguire un punteggio aggiuntivo nell’ambito della procedura – saranno valorizzati, tra l’altro, sulla base di indicatori di sostenibilità dedicati. I suddetti programmi dovranno essere volti: alla transizione dell’impresa verso il paradigma dell’economia circolare (i.e. soluzioni in grado di aumentare il tempo di vita dei prodotti e di efficientare il ciclo produttivo, soluzioni atte a consentire un utilizzo efficiente delle risorse, il trattamento e la trasformazione dei rifiuti, compreso il riuso dei materiali, etc.); al miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa, all’interno dell’unità produttiva interessata dall’intervento, non inferiore al 10% rispetto ai consumi dell’anno precedente alla data di presentazione della domanda. I programmi di investimento devono, in ogni caso, essere finalizzati allo svolgimento delle seguenti attività economiche, come specificate nell’allegato n. 4 al decreto medesimo: a) attività manifatturiere; b) attività di servizi alle imprese.

 Non sono ammissibili alle agevolazioni de quibus i programmi di investimento inerenti al settore siderurgico, sdel carbone, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, nonché della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, secondo quanto previsto dall’art. 13 del regolamento GBER; e che non garantiscono il rispetto del principio DNSH, verificato sulla base degli orientamenti e delle istruzioni per l’attuazione in sede nazionale degli investimenti per la ripresa e la resilienza, secondo le indicazioni contenute nella circolare RGS-MEF n. 32 del 30 dicembre 2021 e delle eventuali relative successive integrazioni.

REQUISITI DI AMMISSIONE ALLE AGEVOLAZIONI:

Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni, i programmi di investimento devono:

– prevedere l’utilizzo delle tecnologie abilitanti afferenti al piano Transizione 4.0, atte a consentire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa;

– essere diretti all’ampliamento della capacità, alla diversificazione della produzione funzionale a ottenere prodotti mai fabbricati in precedenza o al cambiamento fondamentale del processo di produzione di un’unità produttiva esistente ovvero alla realizzazione di una nuova unità produttiva;

– essere realizzati presso un’unità produttiva localizzata nel territorio nazionale e nella disponibilità dell’impresa alla data di presentazione della domanda di agevolazione, fatta, ad esempio, eccezione per i programmi diretti alla realizzazione di una nuova unità produttiva;

– rispettare le seguenti soglie di importo delle spese ammissibili (fermo restando che i programmi di investimento possono prevedere spese di importo complessivamente superiore alle predette soglie e che, in tale evenienza, la parte eccedente non sarà oggetto di agevolazioni) e cioè, nel caso di programmi di investimento da realizzare nelle zone A (ovverosia Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna), spese ammissibili non inferiori complessivamente a 500.000 euro e non superiori a 3.000.000 euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato; nel caso di programmi di investimento da realizzare nelle zone diverse dalle zone A, spese ammissibili non inferiori complessivamente a 1.000.000 euro e non superiori a 3.000.000 euro e, comunque, all’80% percento del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato; essere avviati successivamente alla presentazione della domanda per accedere alle agevolazioni di specie;

– prevedere un termine di ultimazione non successivo a dodici mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni. Il decreto a tale scopo precisa che per “data di ultimazione del programma” si intende la data dell’ultimo titolo di spesa rendicontato e ritenuto ammissibile alle agevolazioni

CHI NE PUÒ BENEFICIARE:

I soggetti che possono in concreto beneficiare delle misure menzionate dal decreto sono le PMI, in possesso, al momento della presentazione della domanda di taluni requisiti, tra i quali, ad esempio:

– essere regolarmente costituite, iscritte e “attive” nel Registro delle imprese;

– essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;

– trovarsi in regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese ovvero aver presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi;

– essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia e urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed essere in regola in relazione agli obblighi contributivi.

– che non garantiscono il rispetto del principio DNSH, verificato sulla base degli orientamenti e delle istruzioni per l’attuazione in sede nazionale degli investimenti per la ripresa e la resilienza, secondo le indicazioni contenute nella circolare RGS-MEF n. 32 del 30 dicembre 2021 e delle eventuali relative successive integrazioni.

ATTENZIONE:

Nel caso di programmi di investimento da realizzare nelle zone A (ovverosia Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna), spese ammissibili non inferiori complessivamente a 500.000 euro e non superiori a 3.000.000 euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato;

Nel caso di programmi di investimento da realizzare nelle zone diverse dalle zone A, spese ammissibili non inferiori complessivamente a 1.000.000 euro e non superiori a 3.000.000 euro e, comunque, all’80% percento del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato;

– essere avviati successivamente alla presentazione della domanda per accedere alle agevolazioni di specie; prevedere un termine di ultimazione non successivo a dodici mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni. Il decreto a tale scopo precisa che per “data di ultimazione del programma” si intende la data dell’ultimo titolo di spesa rendicontato e ritenuto ammissibile alle agevolazioni. Le agevolazioni sono concesse, ai sensi e nei limiti di quanto previsto dalla sezione 3.13 del Temporary framework, nella forma del contributo in conto impianti, a copertura di una percentuale nominale massima delle spese ammissibili determinata in funzione del territorio di realizzazione dell’investimento e della dimensione delle imprese beneficiarie.

EROGAZIONE DELLE AGEVOLAZIONI

Le agevolazioni sono concesse, ai sensi e nei limiti di quanto previsto dalla sezione 3.13 del Temporary framework, nella forma del contributo in conto impianti. In particolare: per i programmi di investimento da realizzare nei territori delle Regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, il contributo massimo è pari al 60% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione e al 50% per le imprese di media dimensione. 

Sono ammissibili quindi all’erogazione delle agevolazioni le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento relative all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali e immateriali che riguardino:
a) macchinari, impianti e attrezzature; b) opere murarie, nei limiti del 40% del totale dei costi ammissibili; c) programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali di cui alla lettera a); d) acquisizione di certificazioni ambientali, secondo quanto specificato dal provvedimento di cui all’articolo 9, comma 2.

Le agevolazioni sono erogate da Invitalia in non più di tre stati di avanzamento lavori, a seguito della presentazione di richieste da parte delle imprese beneficiarie, avanzate in relazione a titoli di spesa, anche singoli, inerenti alla realizzazione del programma di investimento, per un ammontare almeno pari al 25% dell’importo complessivo dell’investimento ammesso, ad eccezione dell’ultima richiesta di erogazione che può essere riferita ad un importo inferiore.

Finesio si occupa di finanza aziendale e dello studio, progettazione, programmazione, partecipazione e rendicontazione di bandi e fondi nazionali e comunitari: nata nel 2020, come azienda del gruppo Coesio&Partners, accompagna le PMI nella ricerca e attivazione di strumenti di finanza agevolata.

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