Insieme verso la transizione ecologica: ecco le nuove agevolazioni per le PMI disposte dal Mise Destinati 678 milioni di euro alle piccole e medie imprese italiane per finanziare progetti innovativi come tecnologie 4.0, economia circolare e risparmio energetico - Coesio & Partners

Insieme verso la transizione ecologica: ecco le nuove agevolazioni per le PMI disposte dal Mise

Destinati 678 milioni di euro alle piccole e medie imprese italiane per finanziare progetti innovativi come tecnologie 4.0, economia circolare e risparmio energetico.

Il vertiginoso aumento della materie prime già manifestatosi nel 2021, che ha comportato un rincaro dei prezzi con una spinta inflattiva mai verificatesi negli ultimi 20 anni, è stata accompagnata dalla crisi energetica, che si è acuita ancor maggiormente negli scenari bellici tra Russia ed Ucraina: questi scenari che sembrano scenari del secolo scorso, a prima vista , a parere di chi scrive non accantonano, ma rafforzano la necessità di rinnovamento del sistema energetico e del veloce passaggio alle rinnovabili. Il dettaglio del piano di Economia Circolare riguarda il Mise e in questo contesto più che mai è utile fermarci ad analizzare le misure Governative a supporto di tale politica.

A CHI SONO DESTINATI I FONDI?

Le fonti provengono dal programma d’investimento europeo React-Eu e dai fondi di coesione, in particolare, i finanziamenti previsti dal nuovo regime di aiuti sono destinati per circa 250 milioni agli investimenti da realizzare nelle regioni del Centro – Nord (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto, Umbria e Province Autonome di Bolzano e di Trento), mentre circa 428 milioni sono previsti per quelli nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna). Di queste risorse, una quota pari al 25% è destinata ai progetti proposti dalle micro e piccole imprese.

L’importo massimo agevolabile per ogni investimento innovativo non potrà essere superiore a 3 milioni di euro e dovrà favorire la trasformazione digitale dell’attività manifatturiera delle PMI attraverso l’utilizzo di tecnologie abilitanti individuate dal piano Transizione 4.0. Una particolare attenzione verrà rivolta ai progetti che puntano a favorire l’economia circolare, la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico.

COME SI RICHIEDE L’AGEVOLAZIONE?

Le agevolazioni verranno concesse utilizzando le possibilità offerte dal Temporary framework comunitario.

Le imprese che richiederanno l’agevolazione non dovranno però aver effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso uno stabilimento situato in un’altra parte dello Spazio Economico Europeo (SEE) che realizzi prodotti o servizi oggetto dell’investimento, impegnandosi a non farlo anche fino ai 2 anni successivi al completamento dell’investimento stesso.

Il decreto è stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione. Le PMI interessate potranno presentare domanda nei termini e nelle modalità che verranno definite con un successivo provvedimento ministeriale.

L’INTEGRAZIONE DEL DECRETO SOSTEGNI TER NEL PNRR:

Il decreto Sostegni ter ha previsto un’integrazione alla disciplina del credito d’imposta per investimenti in beni materiali, ampliando il plafond per quelle imprese che effettuano investimenti con finalità e obiettivi di transizione ecologica, inclusi nel PNRR. Pertanto, per la quota superiore a 10 milioni di euro degli investimenti inclusi nel PNRR diretti alla realizzazione di obiettivi di transizione ecologica, il bonus è riconosciuto nella misura del 5% del costo fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 50 milioni di euro.

Con la pubblicazione del decreto Sostegni ter (D.L. n. 4 del 27 gennaio 2022) sono state apportate talune modifiche alla disciplina del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali. In particolare, il comma 1 dell’art. 10 del decreto integra il nuovo comma 1057-bis dell’art. 1 della legge n. 178/2020, introdotto dall’art. 1, comma 44, lettera b, legge n. 234/2021 (legge di Bilancio 2022) che ha previsto le nuove misure del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0 per il periodo dal 2023 al 2025.

Le nuove disposizioni, introdotte dalla legge di Bilancio 2022, prevedono che tutte le imprese effettuanti investimenti in beni materiali strumentali nuovi – indicati, quindi, nell’Allegato A della legge n. 232/2016 – dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2025, oppure entro il 30 giugno 2026 a condizione che entro il 31 dicembre 2025 risulti accettato dal venditore il relativo ordine e sia stato effettuato il pagamento di un acconto in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione del bene, il bonus è riconosciuto nella misura del:

– 20% del costo, per quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;

– 10% del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;

– 5% del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino al limite massimo di 20 milioni di euro.

Inoltre, a differenza della precedente versione dell’agevolazione e stante all’attuale formulazione normativa, i plafond così determinati sembrano non riguardare ogni singola annualità, ma essere previsti per l’intero periodo di validità del bonus, ossia 2023-2025

CONCLUSIONI:

Da una prima lettura del dettato normativo, sembrerebbe, quindi, che per l’ultimo scaglione – al quale verrà applicata la medesima percentuale, pari al 5% – siano previsti due plafond distinti, ossia:

– per gli investimenti in beni materiali 4.0, il plafond è previsto per la quota superiore a 10 milioni e fino al limite massimo di 20 milioni;

– per gli investimenti inclusi nel PNRR con obiettivi di transizione ecologica (individuati con apposito decreto ministeriale), il plafond è previsto per la quota superiore a 10 milioni e fino al limite massimo di 50 milioni.

Finesio si occupa di finanza aziendale e dello studio, progettazione, programmazione, partecipazione e rendicontazione di bandi e fondi nazionali e comunitari: nata nel 2020, come azienda del gruppo Coesio&Partners, accompagna le PMI nella ricerca e attivazione di strumenti di finanza agevolata.

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